Curiosità


Sai riconoscere un buon gelato artigianale? Noi te lo spieghiamo

Specialemnete d’estate ma anche in inverno il gelato è entrato a pieno diritto nella dieta mediterranea. Tutti i gelati però non sono uguali e quello può sembrare un alimento leggero, può nascondere insidie da evitare.

Un gelato di scarsa qualità può non solo contenere un’alta quantità di zuccheri, ma anche elevati livelli di grassi idrogenati, elementi pericolosi per numerose categorie di persone tra le quali obesi, diabetici e bambini, oppure coloranti o conservanti che possono creare alcuni seri disturbi nella digestione o reazioni allergiche.

Ma andiamo nel dettaglio: se il gelato si presenta gonfio (avete presente il gelato esposto a forma di montagna). Un gelato sano non può debordare dalla vaschetta senza sciogliersi in quanto la temperatura mantenuta all’interno della stessa è intorno a -14°, invece all'esterno della stessa la temperatura non è garantita e sicuramente risulta più alta con l'inerosabile conclusione che il gelato deve sciogliersi.
Se il gelato è gonfio, è assai probabile che contenga grassi idrogenati che mantengono solida la struttura nonostante la forma, consentiti per legge ma sconsigliatissimi per la salute del consumatore.
Un escamotage spesso sfruttata per migliorare l’aspetto del gelato rendendolo più invitante, ma il costo è un grosso sacrificio in termini di qualità dello stesso.

Un gelato fortemente colorato (colori acidi o molto accesi) è sinonimo di chimica in quanto i cromatismi del gelato, in particolare di quello a frutta, devono essere naturali rispettando il reale colore del frutto.
I gelati prodotti con frutta fresca hanno colori smorzati e non accesi. Un pistacchio verde fosforescente non è sicuramente esente da coloranti, come non lo è un gelato banana completamente giallo considerando che non si usa la buccia per produrlo.

Un gelato con presenza di grani nel palato sono un chiaro segno dell’aggiunta di acqua al gelato, chiaramente percepibili al palato, spesso sintomo di un gelato rimantecato. Pratica che potrebbe esser riconducibile allo scongelamento e successivo ricongelamento di una fetta di carne. Voi la mangereste?

Gelato alla frutta con latte? Il gelato alla frutta deve essere un sorbetto, fatto solo con acqua, zucchero e polpa di frutta fresca. Se il prodotto contiene latte si tratta di un escamotage per camuffare la scarsa qualità delle materie prime.

E’ importante tener presente che il processo di ossidazione del gelato incomincia appena viene esposto nel banco gelati al contatto con l’aria.

Il gelato deve avere una consistenza morbida, ma aerea. Se risulta stopposo, colloso, se sembra quasi filare, allora è meglio evitarlo.

Un gelato troppo nutriente non è un gelato di qualità. Potrebbe non essere confezionato con prodotti naturali. Dopo averlo mangiato non deve dare all’organismo un senso di sazietà. Il gelato non è un classico pasto, non deve dare la stessa sensazione.

Se il gelato fatica a sciogliersi è un serio indizio dell’uso di prodotti chimici. Come pure se il gelato si scioglie subito quindi con troppa facilità vuol dire che il contenuto di zuccheri è troppo elevato.

Una patina di grasso in bocca è un sintomo negativo, che emerge particolarmente quando si ricorre a grassi idrogenati.

Il gelato che fa venire sete vuol dire che ha composizione estremamente ricca di zuccheri. Un gelato di qualità non deve far venire troppa voglia di bere. La natura ha equilibrato le percentuali di acqua nei cibi, ad esempio se si mangia una mela non si ha sete (il frutto contiene già la giusta dose di acqua). Se si mangia una pietanza elaborata con condimenti e altro, il corpo ci chiede l’acqua per poter sintetizzare (digerire) quello che si è mangiato. Più si ha sete dopo un gelato più il gelato è elaborato e quindi poco naturale.

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